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Paragrafo 2 . Le monarchie feudali.

     
Un  elemento che contribu ad allargare notevolmente gli orizzonti del
mondo   feudale  fu  l'espansione  normanna  verificatasi  nell'Italia
meridionale e in Inghilterra.
     In  effetti  i  normanni svolsero durante  i  secoli  undicesimo-
dodicesimo  un  ruolo militare e politico di primo  piano;  dopo  aver
fatto  del  ducato di Normandia (cui erano approdati  nel  nono-decimo
secolo   dall'originaria  Scandinavia)  un  territorio   di   primaria
importanza in Francia, essi imposero il proprio dominio in altre parti
del continente.
     
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     Descritti  dai  loro  contemporanei come  "gente  inquietissima",
avevano  affinato  in  Francia le proprie  doti  militari  ed  avevano
adottato  come  strumento di governo il sistema feudale.  Lo  sviluppo
demografico in corso e la consuetudine ereditaria, che assegnava  solo
al  primogenito titolo e propriet, avevano creato schiere di  cadetti
alla ricerca di nuove terre e di nuovi incarichi.
     La   prima  opportunit  di  espansione  fu  rappresentata  dalla
situazione  politica  venutasi a creare nel sud  d'Italia,  teatro  di
scontri  e  di rivolte fra domini bizantini, principati  e  ducati  di
origine longobarda e citt portuali miranti all'autonomia.
     In  circa un secolo, a partire dal 1030, i normanni, inizialmente
assoldati  come  mercenari  dai bizantini, riuscirono,  signoria  dopo
signoria,  a  costruire  un  intero  regno.  Protagonista  di   questa
straordinaria    conquista    fu   la   dinastia    degli    Altavilla
(originariamente Hauteville), che con Roberto il Guiscardo strapp  ai
bizantini la Calabria (1060), le Puglie (1071) e tolse agli arabi gran
parte  della  Sicilia, definitivamente conquistata da  Ruggero  primo,
fratello  di Roberto, nel 1091. Dopo un iniziale contrasto, i normanni
divennero sostenitori e difensori del papato nel corso della sua lotta
contro  l'impero; i papi li ricompensarono consacrandoli senza  troppi
indugi   come  propri  vassalli.  Sconfitte  definitivamente   diverse
coalizioni  di  feudatari  meridionali,  Ruggero  secondo   riusc   a
unificare tutti i possessi normanni del sud, e a farsi consacrare  nel
1130 re di Sicilia: gli Altavilla avevano raggiunto la loro apoteosi.
     Il  dominio normanno, improntato ad una rigida gerarchia feudale,
limit  l'autonomia delle citt, rallentandone lo sviluppo e  portando
alla  decadenza centri prestigiosi come Amalfi, e dette  vita  ad  uno
stato  accentrato,  sulla  traccia degli  imperi  arabo  e  bizantino.
Determin  inoltre  un'originale  fusione  di  popoli,  che   tuttavia
poterono  mantenere  le loro tradizioni e la loro religione.  Palermo,
citt popolosa e ricca di commerci, divenne una capitale composita dal
punto  di  vista  culturale, preparandosi a vivere  la  propria  epoca
d'oro, che si sarebbe sviluppata nel corso del tredicesimo secolo, con
Federico secondo di Svevia.
     L'altra  grande occasione di espansione per i feudatari  normanni
fu originata dalla crisi dinastica scoppiata alla corte inglese con la
morte  del sovrano anglo-sassone Edoardo il Confessore, che era salito
al  trono approfittando della decadenza della dinastia danese regnante
in Inghilterra fin dall'inizio dell'XI secolo. Privo di eredi diretti,
Edoardo design a succedergli il cognato Aroldo secondo.
     L'ascesa  al  trono di quest'ultimo scaten le ire  del  duca  di
Normandia,   Guglielmo,  detto  in  seguito  il   Conquistatore   (che
rivendicava la successione in quanto cugino di Edoardo), che  con  una
imponente  spedizione, alla quale parteciparono anche altri  feudatari
francesi,  sbarc  sul  suolo  inglese  per  assumere  la  corona.  La
battaglia  di  Hastings, combattuta nel 1066  e  vinta  dai  normanni,
regol   il   conflitto  dinastico  a  favore  dei   primi,   che   si
impossessarono,  oltre che del trono, anche delle  propriet  e  delle
cariche in precedenza appartenute ai signori locali.
     Guglielmo  il  Conquistatore, che con i suoi  cavalieri  costitu
nel  paese  una solida monarchia feudale, imponendo costumi  e  lingua
franco-normanni, impersonava il doppio ruolo di re d'Inghilterra (1066-
1087)  e  di  vassallo del re di Francia, in quanto duca di Normandia.
Tale  situazione  avrebbe  generato fra le corone  dei  due  paesi  un
dissidio insanabile che, protrattosi per
     
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     tutto  il  Medioevo, si sarebbe risolto soltanto nel quindicesimo
secolo con la fine della sanguinosa guerra dei Cent'anni.
     Dopo  un  periodo  di  lotte dinastiche, esplose  alla  morte  di
Guglielmo fra i suoi figli e poi tra i suoi nipoti, le sorti del regno
inglese si riequilibrarono con Enrico secondo (1154-1189), figlio  del
conte   d'Angi  -  detto  "Plantageneto"  per  il  ramo  di  ginestra
(plantagenistra) rappresentato sul suo stemma - e di  Matilde,  nipote
di  Guglielmo. Prima di diventare re d'Inghilterra, egli aveva sposato
Eleonora,  figlia  del  duca d'Aquitania:  gran  parte  della  Francia
orientale (Normandia, Angi, Aquitania) si era concentrata cos  sotto
il suo dominio.
     Durante   il  suo  regno  Enrico  secondo  rafforz   ed   estese
l'autorit della corona, e limit i privilegi dei feudatari  laici  ed
ecclesiastici;  la  sua  casata metteva saldamente  radici  nel  paese
anglosassone,   dove   avrebbe  regnato,  pur   se   attraverso   rami
collaterali,  fino alla fine del quindicesimo secolo,  quando  sarebbe
stata soppiantata dalla dinastia dei Tudor.
     In  Francia la dinastia dei Capetingi, che si era impadronita del
trono  poco  prima dell'anno Mille, era debole rispetto al potere  dei
grandi  feudatari  e  poteva contare soltanto  sulle  propriet  della
corona,  concentrate  soprattutto  intorno  a  Parigi,  nella  regione
dell'le-de-France.  Per di pi, i re che si  succedettero  sul  trono
dopo  la  met  dell'XI secolo, come Filippo primo (1060-1108),  Luigi
sesto   (1108-1137)   e   Luigi   settimo   (1137-1180),   rischiarono
costantemente di essere deposti, dal momento che un potente duca, come
quello di Normandia, si era impossessato dell'Inghilterra e che i suoi
discendenti  andavano annettendosi, attraverso fortunate  combinazioni
matrimoniali, importanti regioni della Francia.
     Da  tale  situazione i monarchi francesi uscirono avvalendosi  di
un'indubbia  abilit politica, che permise alla casata  di  governare,
attraverso  vari  rami  collaterali, fino alla  Rivoluzione  francese.
Determinante fu inoltre il prestigio di cui i sovrani godevano  presso
il popolo grazie alla concezione sacrale della funzione regia radicata
nella  mentalit medievale: il monarca, in quanto "unto  del  Signore"
(durante  la consacrazione era unto come i vescovi), si credeva  fosse
dotato di poteri straordinari di guaritore.
